Utopia come filosofia

Sembrerebbe che oggi non ci sia più molto interesse per l’utopia e per la ricerca dell'”isola che non c’è”. Eppure il suo percorso storico inizia nel 1516 quando Tommaso Moro pubblica uno smilzo libretto in latino dedicato all’insula Utopia. Ad esso seguiranno La Città del Sole di Tommaso Campanella e la Nuova Atlantide di Francis Bacon.
Se la speranza nel futuro è sempre stato il massimo ideale di un’umanità vittima delle sue contraddizioni sociali ed esistenziali, che cosa è rimasto di quel sogno nel cuore degli uomini? Il tema sarà indagato nei tre incontri del ciclo Quel che resta dell’utopia, presso la Biblioteca Lazzerini di Prato (via Puccetti, 3).

Il primo incontro, giovedì 15 marzo, ore 17, è Utopia come filosofia. Come provare a rendere il mondo migliore.
Laura Boella ha recentemente pubblicato un volume sulla natura teorica dell’empatia (Empatie. L’esperienza empatica nella cultura del conflitto, Raffaello Cortina Editore). Partendo da questa prospettiva sarà opportuno cercare una risposta a una domanda cruciale nell’ambito della filosofia morale: c’è ancora spazio per la dimensione utopica nelle scelte indicate dalla filosofia per uscire dalle secche di conflitti sempre più violenti e mortali?
Incontro con Laura Boella (Università di Milano), introdotto da Giovanni SpenaGiuseppe Panella.

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La filosofia dell’illusione

La filosofia di Schopenhauer vive della grandezza della propria stella solitaria in un firmamento teoretico occupato da autori lontani anni luce dalla sua dinamica (basterà citare tra tutti Hegel e Schelling) e trova nella crisi della Modernità che stiamo vivendo il suo snodo fondamentale. Ritornato prepotentemente alla ribalta dopo l’eclissi in cui le filosofie della storia lo avevano costretto, il suo pensiero conosce oggi un’impressionante e suggestivo revival teorico ed etico. Ripercorrere alcuni aspetti significativi della sua ricerca servirà a capire larga parte dell’evoluzione del pensiero occidentale.

Venerdì 26 gennaio 2018, alle ore 17, la Biblioteca Lazzerini di Prato (via Puccetti, 3) ospita l’incontro sul pensiero di Arthur Schopenhauer La filosofia dell’illusione.
Partecipano Giuseppe Panella, Silverio Zanobetti, Stefano Petruccioli, Stefano Berni, Riccardo Roni. Introduce Giovanni Spena.

schopenhauer 26 gennaio

Utopia e democrazia

Lo scopo prioritario della ricerca degli utopisti è sempre stato quello di migliorare il mondo trasformandolo. Ai “distruttori” del mondo si sono sempre contrapposti i suoi “miglioratori”, disposti a lavorare per rendere il mondo più umano e capace di riscattare i diseredati e gli appartenenti alle classi subalterne.

Quale delle due alternative ha più valore in assoluto e soprattutto quale di esse può essere utilizzata più proficuamente nel tempo presente? A questo interrogativo risponde il libro di Stefano Petruccioli I miglioratori del mondo (Bergamo, Moretti&Vitali, 2017).

Su questo tema e sull’utopia come promessa di salvezza che si è trasformata nella minaccia del suo contrario, l’autore del libro ne discuterà con Riccardo Gramantieri e Giuseppe Panella, curatori del numero specificamente dedicato all’utopia nel 2016 dalla rivista “IF – Insolito e Fantastico” (Odoya Edizioni).

L’appuntamento è mercoledì 13 dicembre 2017, alle ore 17, presso la Biblioteca Lazzerini di Prato (via Puccetti 3, Prato).

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Il fascino indiscreto dell’esotismo

Il quarto e ultimo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 30 novembre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

Il Settecento è stato il secolo dell’esotismo diffuso, della passione per le cineserie, per gli oggetti di gusto che vengono dalle regioni estreme dell’Oriente. Grazie ad importanti studiosi la lingua cinese diventa accessibile in Occidente. I tessuti, le porcellane, le spezie, le ceramiche e le bevande si diffondono in Europa e diventano fenomeni dello stesso peso, se non maggiore, dell’ammirazione diffusa per gli ideogrammi e la loro concisa bellezza.

Durante l’incontro verranno letti, a cura di Stefania Stefanin, dei passaggi dalle Lettere persiane di Montesquieu e dal Dizionario filosofico di Voltaire, che  aiuteranno a capire come questo sia avvenuto.

L’incontro Il fascino indiscreto dell’esotismo vedrà conversare Giuseppe Panella, Daniela Degl’Innocenti (curatrice della mostra “Il Capriccio E La Ragione”) e Silverio Zanobetti.

 

Il secolo educatore

Il terzo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 16 novembre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

Il Settecento è stato “un secolo educatore”, in esso sono state privilegiate le discussioni, i confronti anche aspri, l’idea di un dibattito universale. I grandi protagonisti, infatti, sono stati i philosophes: intellettuali che vivono del lavoro della propria penna e non sono al servizio dei potenti o della Chiesa come era accaduto fino ad allora per le persone acculturate.

L’incontro Il secolo educatore vedrà conversare Giuseppe Panella e Federico Lucarini.

Durante l’incontro verranno letti, a cura di Stefania Stefanin, e commentati dei passaggi dal Candido per Voltaire, dalla Nuova Eloisa per Rousseau e da Jacques il fatalista e il suo servitore per Diderot.

Prato città dei Lumi

Il secondo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 26 ottobre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

L’Illuminismo non ha avuto soltanto come sede privilegiata Parigi o Berlino, anche Prato ha ospitato figure rilevanti nel campo della musica o della ricerca scientifica, personaggi che varrebbe la pena rivalutare e riscoprire.

L’incontro Prato città dei Lumi vedrà conversare Walter Bernardi, Giuseppe Panella e Silverio Zanobetti, con interventi musicali a cura della Scuola di musica G. Verdi.