Post Pop 2018

locandina post pop febbraio-aprile 2018

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La filosofia dell’illusione

La filosofia di Schopenhauer vive della grandezza della propria stella solitaria in un firmamento teoretico occupato da autori lontani anni luce dalla sua dinamica (basterà citare tra tutti Hegel e Schelling) e trova nella crisi della Modernità che stiamo vivendo il suo snodo fondamentale. Ritornato prepotentemente alla ribalta dopo l’eclissi in cui le filosofie della storia lo avevano costretto, il suo pensiero conosce oggi un’impressionante e suggestivo revival teorico ed etico. Ripercorrere alcuni aspetti significativi della sua ricerca servirà a capire larga parte dell’evoluzione del pensiero occidentale.

Venerdì 26 gennaio 2018, alle ore 17, la Biblioteca Lazzerini di Prato (via Puccetti, 3) ospita l’incontro sul pensiero di Arthur Schopenhauer La filosofia dell’illusione.
Partecipano Giuseppe Panella, Silverio Zanobetti, Stefano Petruccioli, Stefano Berni, Riccardo Roni. Introduce Giovanni Spena.

schopenhauer 26 gennaio

Utopia e democrazia

Lo scopo prioritario della ricerca degli utopisti è sempre stato quello di migliorare il mondo trasformandolo. Ai “distruttori” del mondo si sono sempre contrapposti i suoi “miglioratori”, disposti a lavorare per rendere il mondo più umano e capace di riscattare i diseredati e gli appartenenti alle classi subalterne.

Quale delle due alternative ha più valore in assoluto e soprattutto quale di esse può essere utilizzata più proficuamente nel tempo presente? A questo interrogativo risponde il libro di Stefano Petruccioli I miglioratori del mondo (Bergamo, Moretti&Vitali, 2017).

Su questo tema e sull’utopia come promessa di salvezza che si è trasformata nella minaccia del suo contrario, l’autore del libro ne discuterà con Riccardo Gramantieri e Giuseppe Panella, curatori del numero specificamente dedicato all’utopia nel 2016 dalla rivista “IF – Insolito e Fantastico” (Odoya Edizioni).

L’appuntamento è mercoledì 13 dicembre 2017, alle ore 17, presso la Biblioteca Lazzerini di Prato (via Puccetti 3, Prato).

copertina mdm

Il fascino indiscreto dell’esotismo

Il quarto e ultimo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 30 novembre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

Il Settecento è stato il secolo dell’esotismo diffuso, della passione per le cineserie, per gli oggetti di gusto che vengono dalle regioni estreme dell’Oriente. Grazie ad importanti studiosi la lingua cinese diventa accessibile in Occidente. I tessuti, le porcellane, le spezie, le ceramiche e le bevande si diffondono in Europa e diventano fenomeni dello stesso peso, se non maggiore, dell’ammirazione diffusa per gli ideogrammi e la loro concisa bellezza.

Durante l’incontro verranno letti, a cura di Stefania Stefanin, dei passaggi dalle Lettere persiane di Montesquieu e dal Dizionario filosofico di Voltaire, che  aiuteranno a capire come questo sia avvenuto.

L’incontro Il fascino indiscreto dell’esotismo vedrà conversare Giuseppe Panella, Daniela Degl’Innocenti (curatrice della mostra “Il Capriccio E La Ragione”) e Silverio Zanobetti.

 

Il secolo educatore

Il terzo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 16 novembre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

Il Settecento è stato “un secolo educatore”, in esso sono state privilegiate le discussioni, i confronti anche aspri, l’idea di un dibattito universale. I grandi protagonisti, infatti, sono stati i philosophes: intellettuali che vivono del lavoro della propria penna e non sono al servizio dei potenti o della Chiesa come era accaduto fino ad allora per le persone acculturate.

L’incontro Il secolo educatore vedrà conversare Giuseppe Panella e Federico Lucarini.

Durante l’incontro verranno letti, a cura di Stefania Stefanin, e commentati dei passaggi dal Candido per Voltaire, dalla Nuova Eloisa per Rousseau e da Jacques il fatalista e il suo servitore per Diderot.

Prato città dei Lumi

Il secondo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 26 ottobre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

L’Illuminismo non ha avuto soltanto come sede privilegiata Parigi o Berlino, anche Prato ha ospitato figure rilevanti nel campo della musica o della ricerca scientifica, personaggi che varrebbe la pena rivalutare e riscoprire.

L’incontro Prato città dei Lumi vedrà conversare Walter Bernardi, Giuseppe Panella e Silverio Zanobetti, con interventi musicali a cura della Scuola di musica G. Verdi.

Le radici illuministiche della modernità

Il Settecento è un secolo con radici profonde e un’eredità ancora operante nel presente: la modernità nasce con esso e trova la sua apoteosi, con la Rivoluzione francese, nei suoi anni finali.

Ma il Settecento non è soltanto il secolo della lotta politica – è sostanzialmente un secolo leggero e spensierato, dove i salotti gestiti da donne intelligenti e volitive predominavano e imponevano alla vita intellettuale ritmi fino ad allora sconosciuti.

Lo scopo dei quattro incontri – realizzati grazie alla collaborazione del Museo del Tessuto, Società Filosofica Italiana sezione di Prato e Biblioteca Lazzerini – è quello di mostrare un’immagine non paludata o troppo seriosa del Settecento e di rilevarne gli aspetti più sconcertanti e singolari, di solito trascurati nelle molte storie ufficiali che lo raccontano.

Il primo incontro è giovedì 12 ottobre, ore 21, presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato), con Libertini, avventurieri, viaggiatori. L’altra faccia del secolo dei Lumi. Il Settecento è stato un secolo di viaggiatori avventurosi e molto attenti nel cogliere la diversità dei comportamenti umani: personaggi come Giacomo Casanova, cavaliere di Seingalt, o Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro, hanno fatto la grandezza e creato il mito di un secolo nel quale le possibilità di emancipazione umana erano legate all’intraprendenza e al talento dei singoli. Conversazione con Giuseppe Panella e Silverio Zanobetti.