L’estetica di Malaparte

Continuano le iniziative promosse dal Comune e coordinate dalla Biblioteca Lazzerini in occasione del 60° anniversario della morte di Curzio Malaparte.
Dopo il successo del primo appuntamento del 16 giugno che ha visto protagonista Lucrezia Ercoli, docente dell’Accademia di belle Arti dell’Aquila e direttrice del Festival “Popsophia”, in un brillante intervento su Malaparte filosofo, venerdì 30 giugno, sempre a Palazzo Datini alle ore 21 sarà la volta del professor  Giuseppe Panella, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa che parlerà delle categorie estetiche di Malaparte nell’incontro dal titolo Lo choc, l’orrore, il surreale.
Nel suo libro del 2015 dedicato all’estetica dello choc in Malaparte, Panella cerca di dimostrare come al centro della produzione malapartiana vi siano una serie di concetti estetici che non appartengono alla dimensione tradizionale del Bello ma che da essa si distanziano notevolmente. Partendo dalla categoria centrale del Sublime, si possono infatti rintracciare alcune nozioni come l’Orrore o lo Spaventoso o il Grottesco che da esso derivano attraverso la mediazione di autori e correnti letterarie: «L’obiettivo è mettere in evidenza lo spessore di Malaparte come intellettuale europeo – dice il professor Panella – E’ stato uno degli autori che ha saputo descrivere nelle sue opere il disagio intellettuale ed esistenziale del Novecento. Era un intellettuale vero, testimone eccezionale della sua epoca e della cultura non solo italiana, ma europea».

Ancora Malaparte a Palazzo Datini

Ed ecco i nuovi appuntamenti che, in occasione delle iniziative organizzate nel 60° anniversario della morte di Curzio MalapartePalazzo Datini ospita per stimolare la lettura o rilettura dei testi di Malaparte.

Venerdì 30 giugno, ore 21, Lo choc, l’orrore, il surreale. Le categorie estetiche di Malaparte.
Giuseppe Panella, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa, nel suo libro del 2015 dedicato all’estetica dello choc in Malaparte ha cercato di dimostrare come al centro della produzione malapartiana vi siano una serie di concetti estetici che non appartengono alla dimensione tradizionale del Bello ma che da essa si distanziano notevolmente. Partendo dalla categoria centrale del Sublime, si possono infatti rintracciare alcune nozioni come l’Orrore o lo Spaventoso o il Grottesco che da esso derivano attraverso la mediazione di autori e correnti letterarie.

Venerdì 14 LUGLIO, ore 21, Malaparte, tra Coppi e Bartali. Un mito letterario del Novecento sui pedali.
Walter Bernardi, professore ordinario di storia della scienza dell’Università di Siena, presidente della Fondazione Casa Pia dei Ceppi-Palazzo Datini, illustra come Malaparte amava il ciclismo e la sua natura competitiva e considerava la bicicletta un mezzo di locomozione privilegiato. I suoi reportages su Coppi e Bartali rappresentano ancora oggi un modello di ricerca antropologica sul campo. Walter Bernardi, autore di un testo popfilosofico proprio sulla bicicletta e la sua tensione umana e conoscitiva (La filosofia va in bicicletta, Ediciclo), è la persona più adatta a cogliere Malaparte sotto questa sua inedita angolatura descrittiva e umana.

Libero in prigione

Alcuni scatti della serata di venerdì 16 giugno in cui Palazzo Datini ha ospitato, nell’ambito delle iniziative organizzate nel 60° anniversario della morte di Curzio Malaparte, le riflessioni di Lucrezia Ercoli sulla filosofia dell’autore pratese, filosofo malgré soi.

La filosofia di Malaparte

In vista del primo dei tre incontri a Palazzo Datini – che rientrano nelle iniziative organizzate nel 60° anniversario della morte di Curzio Malaparte –, quello di Venerdì 16 giugnoore 21, con Lucrezia Ercoli su Libero in prigione. La filosofia di Malaparte, un po’ di rassegna stampa sull’evento.

la nazione

Bernardi

Libero in prigione. La filosofia di Malaparte - 1

Malaparte a Palazzo Datini

In occasione delle iniziative organizzate nel 60° anniversario della morte di Curzio Malaparte, si segnalano i tre incontri a Palazzo Datini, organizzati dalla Casa Pia dei Ceppi e dalla Società Filosofica Italiana – sezione di Prato, per stimolare la lettura o rilettura dei testi di Malaparte che mettono in luce alcuni aspetti del suo percorso culturale come la sua “filosofia” o la sua “estetica implicita” o la sua partecipazione ad alcune vicende significative dell’epoca.

Il primo incontro sarà Venerdì 16 giugnoore 21, Libero in prigione. La filosofia di MalaparteLucrezia Ercoli, docente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e direttrice del Festival “Popsophia”, nel suo libro Philosophe malgré soi. Curzio Malaparte e il suo doppio (Edilet, 2011) ha ricostruito la filosofia implicita nell’opera letteraria di Malaparte. Lo scrittore pratese ha tratteggiato una visione del mondo e una concezione della vita tese a mostrare la realtà duplice e ambigua della sua epoca. Un pensatore camaleontico capace di contenere tutte le inquietudini filosofiche del primo Novecento.

 

Gramsci. Una nuova biografia

La sezione di Prato della SFI vi invita a partecipare alla giornata gramsciana di giovedì 1 giugno 2017, che ruoterà intorno alla presentazione del libro Gramsci. Una nuova biografia di Angelo d’Orsi.

Alle ore 17 il libro verrà presentato presso la libreria Feltrinelli (corso Garibaldi 92-94). Sarà presente l’autore, interverranno Giovanni Spena e Giuseppe Guida, e modererà Giuseppe Maddaluno.

01.06.17 GRAMSCI - d'Orsi alla Feltrinelli

Alle ore 20:15, poi, si svolgerà presso lo Spazio AUT (via Filippino, 24) l’evento A cena con Gramsci, conversazioni con l’autore Angelo d’Orsi a cura di Chiara Gori e Giuseppe Maddaluno, con letture a cura di Altroteatro Firenze.

IL LIBRO – “Arrestato alle ore 22,30 dell’8 novembre 1926, davanti all’ingresso di via Morgagni 25, dimora dei Passarge, l’onorevole Gramsci venne tradotto al carcere di Regina Coeli. In quella manciata di minuti fu decretata la fine, o quasi, dell’attività politica di un militante appassionato e coraggioso, anche se si aprì la strada all’opera di un gigante del pensiero, politico, ma non solo.”
Angelo d’Orsi racconta questa storia dall’infanzia in Sardegna agli studi a Torino, da Mosca a Vienna, da Roma al carcere di Turi, fino alla clinica romana dove spirerà il 27 aprile 1937. Personaggi pubblici e figure della vita privata, a cominciare dalla famiglia Schucht e dalla complessa vicenda amorosa con Giulia, attraversano la vita e la vicenda intellettuale e politica del più grande pensatore (e rivoluzionario) italiano del Novecento. Con una narrazione capace di restituire i drammatici eventi storici di cui Gramsci fu protagonista o testimone, facendosene interprete in tempo reale, d’Orsi getta luce sulla genealogia e sull’originalità del suo pensiero, percorrendo le convergenze, le collisioni e le interferenze con la storia della sinistra italiana e sovietica, e dei suoi protagonisti, da Togliatti a Bordiga, da Lenin a Trockij e a Stalin. Del “capo della classe operaia”, come lo definì Togliatti nel 1927, d’Orsi mostra lo sforzo crescente di superare le rigide barriere del “recinto del  marxismo-leninismo”, all’insegna di un pensiero critico e antidogmatico, senza mai perdere di vista l’obiettivo che lo accompagnerà fino all’ultimo giorno: la liberazione del proletariato dalle sue catene.
E lo fa ascoltando le parole che ha lasciato, insieme alle testimonianze di chi gli era vicino, prima fra tutti la cognata Tania Schucht, e dei suoi compagni e avversari politici, con un’avvincente ricostruzione biografica, storica e politica che fa il punto sullo stato attuale degli studi, ma che è anche il racconto struggente di una personalità tormentata e profonda, dotata di un genio tanto penetrante da essere inattuale nel suo tempo e, forse, anche nel nostro.
La prima biografia che di Gramsci indaga l’intimo intreccio tra pensiero politico e vita affettiva, tra le vicissitudini della storia personale e della “grande storia”, e l’elaborazione di una nuova teoria generale del marxismo.

L’AUTORE – Angelo d’Orsi è stato allievo di Norberto Bobbio ed è ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino. Oltre alla storia delle idee e alla storia della cultura e dei gruppi intellettuali, si dedica a questioni di metodologia e di storia della storiografia. Da anni studia la vita e il pensiero di Antonio Gramsci. Tra i suoi libri: La cultura a Torino tra le due guerre, (Einaudi, 2000; Premio Acqui Storia), Intellettuali nel Novecento italiano (Einaudi, 2001), I chierici alla guerra.  La seduzione bellica sugli intellettuali da Adua a Baghdad (Bollati Boringhieri, 2005), Guernica, 1937. Le bombe, la barbarie, la menzogna (Donzelli, 2007), L’Italia delle idee. Il pensiero politico in un secolo e mezzo di storia (Bruno Mondadori, 2011), Il nostro Gramsci. Antonio Gramsci a colloquio con i protagonisti della storia d’Italia (Viella, 2013), Gramsciana. Saggi su Antonio Gramsci (Mucchi, 2015; 2a ed.), Inchiesta su Gramsci (Accademia University Press, 2015), 1917. L’anno della rivoluzione (Laterza, 2016) e Gramsci. Una nuova biografia (Feltrinelli, 2017). Cura la Bibliografia Gramsciana Ragionata (I vol., Viella 2008), dirige “Historia Magistra”, rivista di storia critica, e “Gramsciana”, rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci.

Processo all’Anti-Edipo di Gilles Deleuze

Venerdì 26 maggio, dalle ore 15 alle 19, presso il Polo Psicodinamiche di Prato (via Giotto, 49), si terrà la giornata di studio Processo all’Anti-Edipo di Gilles Deleuze.

Una rilettura a distanza per ridiscutere il pensiero di Deleuze sulla dimensione psicoanalitica della società contemporanea e far interagire la pratica clinica con la dimensione teorica del filosofo francese.

Si tratterà, prima di tutto, di rendere ragione di quella stagione straordinaria di analisi e critica della Modernità chiarendone molti passi e passaggi, poi di valutarne persistenze e residualità, infine capire che cosa è rimasto oggi di quelle polemiche e delle lotte a esse collegate sul piano teorico.

Interventi di:

  • Giuseppe Panella, docente di Estetica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, scrittore, vicepresidente della Società Filosofica Italiana sezione di Prato.
  • Carlo Bonomi, della Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia Sàndor Ferenczi.
  • Maurizio Montanari, psicologo, psicoterapeuta, fondatore del Centro di Psicoanalisi Applicata LiberaParola.
  • Silverio Zanobetti, laureato in Economia e Filosofia, scrittore, tesoriere della Società Filosofica Italianza sezione di Prato.
  • Giovanni Spena, docente di Filosofia presso il Liceo Cicognini di Prato, presidente della Società Filosofica Italiana sezione di Prato.
  • Irene Batteglini, direttore della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm di Prato.

Modera Ezio Benelli, psicologo, psicoterapeuta, analista, supervisore, didatta, presidente International Foundation Erich Fromm.

26.05.17 deleuze