Utopia e democrazia

Lo scopo prioritario della ricerca degli utopisti è sempre stato quello di migliorare il mondo trasformandolo. Ai “distruttori” del mondo si sono sempre contrapposti i suoi “miglioratori”, disposti a lavorare per rendere il mondo più umano e capace di riscattare i diseredati e gli appartenenti alle classi subalterne.

Quale delle due alternative ha più valore in assoluto e soprattutto quale di esse può essere utilizzata più proficuamente nel tempo presente? A questo interrogativo risponde il libro di Stefano Petruccioli I miglioratori del mondo (Bergamo, Moretti&Vitali, 2017).

Su questo tema e sull’utopia come promessa di salvezza che si è trasformata nella minaccia del suo contrario, l’autore del libro ne discuterà con Riccardo Gramantieri e Giuseppe Panella, curatori del numero specificamente dedicato all’utopia nel 2016 dalla rivista “IF – Insolito e Fantastico” (Odoya Edizioni).

L’appuntamento è mercoledì 13 dicembre 2017, alle ore 17, presso la Biblioteca Lazzerini di Prato (via Puccetti 3, Prato).

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Il fascino indiscreto dell’esotismo

Il quarto e ultimo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 30 novembre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

Il Settecento è stato il secolo dell’esotismo diffuso, della passione per le cineserie, per gli oggetti di gusto che vengono dalle regioni estreme dell’Oriente. Grazie ad importanti studiosi la lingua cinese diventa accessibile in Occidente. I tessuti, le porcellane, le spezie, le ceramiche e le bevande si diffondono in Europa e diventano fenomeni dello stesso peso, se non maggiore, dell’ammirazione diffusa per gli ideogrammi e la loro concisa bellezza.

Durante l’incontro verranno letti, a cura di Stefania Stefanin, dei passaggi dalle Lettere persiane di Montesquieu e dal Dizionario filosofico di Voltaire, che  aiuteranno a capire come questo sia avvenuto.

L’incontro Il fascino indiscreto dell’esotismo vedrà conversare Giuseppe Panella, Daniela Degl’Innocenti (curatrice della mostra “Il Capriccio E La Ragione”) e Silverio Zanobetti.

 

Il secolo educatore

Il terzo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 16 novembre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

Il Settecento è stato “un secolo educatore”, in esso sono state privilegiate le discussioni, i confronti anche aspri, l’idea di un dibattito universale. I grandi protagonisti, infatti, sono stati i philosophes: intellettuali che vivono del lavoro della propria penna e non sono al servizio dei potenti o della Chiesa come era accaduto fino ad allora per le persone acculturate.

L’incontro Il secolo educatore vedrà conversare Giuseppe Panella e Federico Lucarini.

Durante l’incontro verranno letti, a cura di Stefania Stefanin, e commentati dei passaggi dal Candido per Voltaire, dalla Nuova Eloisa per Rousseau e da Jacques il fatalista e il suo servitore per Diderot.

Prato città dei Lumi

Il secondo appuntamento con Le radici illuministiche della Modernità sarà giovedì 26 ottobre, sempre alle ore 21 presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato).

L’Illuminismo non ha avuto soltanto come sede privilegiata Parigi o Berlino, anche Prato ha ospitato figure rilevanti nel campo della musica o della ricerca scientifica, personaggi che varrebbe la pena rivalutare e riscoprire.

L’incontro Prato città dei Lumi vedrà conversare Walter Bernardi, Giuseppe Panella e Silverio Zanobetti, con interventi musicali a cura della Scuola di musica G. Verdi.

Le radici illuministiche della modernità

Il Settecento è un secolo con radici profonde e un’eredità ancora operante nel presente: la modernità nasce con esso e trova la sua apoteosi, con la Rivoluzione francese, nei suoi anni finali.

Ma il Settecento non è soltanto il secolo della lotta politica – è sostanzialmente un secolo leggero e spensierato, dove i salotti gestiti da donne intelligenti e volitive predominavano e imponevano alla vita intellettuale ritmi fino ad allora sconosciuti.

Lo scopo dei quattro incontri – realizzati grazie alla collaborazione del Museo del Tessuto, Società Filosofica Italiana sezione di Prato e Biblioteca Lazzerini – è quello di mostrare un’immagine non paludata o troppo seriosa del Settecento e di rilevarne gli aspetti più sconcertanti e singolari, di solito trascurati nelle molte storie ufficiali che lo raccontano.

Il primo incontro è giovedì 12 ottobre, ore 21, presso il Museo del Tessuto (via Puccetti 3, Prato), con Libertini, avventurieri, viaggiatori. L’altra faccia del secolo dei Lumi. Il Settecento è stato un secolo di viaggiatori avventurosi e molto attenti nel cogliere la diversità dei comportamenti umani: personaggi come Giacomo Casanova, cavaliere di Seingalt, o Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro, hanno fatto la grandezza e creato il mito di un secolo nel quale le possibilità di emancipazione umana erano legate all’intraprendenza e al talento dei singoli. Conversazione con Giuseppe Panella e Silverio Zanobetti.

L’estetica di Malaparte

Continuano le iniziative promosse dal Comune e coordinate dalla Biblioteca Lazzerini in occasione del 60° anniversario della morte di Curzio Malaparte.
Dopo il successo del primo appuntamento del 16 giugno che ha visto protagonista Lucrezia Ercoli, docente dell’Accademia di belle Arti dell’Aquila e direttrice del Festival “Popsophia”, in un brillante intervento su Malaparte filosofo, venerdì 30 giugno, sempre a Palazzo Datini alle ore 21 sarà la volta del professor  Giuseppe Panella, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa che parlerà delle categorie estetiche di Malaparte nell’incontro dal titolo Lo choc, l’orrore, il surreale.
Nel suo libro del 2015 dedicato all’estetica dello choc in Malaparte, Panella cerca di dimostrare come al centro della produzione malapartiana vi siano una serie di concetti estetici che non appartengono alla dimensione tradizionale del Bello ma che da essa si distanziano notevolmente. Partendo dalla categoria centrale del Sublime, si possono infatti rintracciare alcune nozioni come l’Orrore o lo Spaventoso o il Grottesco che da esso derivano attraverso la mediazione di autori e correnti letterarie: «L’obiettivo è mettere in evidenza lo spessore di Malaparte come intellettuale europeo – dice il professor Panella – E’ stato uno degli autori che ha saputo descrivere nelle sue opere il disagio intellettuale ed esistenziale del Novecento. Era un intellettuale vero, testimone eccezionale della sua epoca e della cultura non solo italiana, ma europea».

Ancora Malaparte a Palazzo Datini

Ed ecco i nuovi appuntamenti che, in occasione delle iniziative organizzate nel 60° anniversario della morte di Curzio MalapartePalazzo Datini ospita per stimolare la lettura o rilettura dei testi di Malaparte.

Venerdì 30 giugno, ore 21, Lo choc, l’orrore, il surreale. Le categorie estetiche di Malaparte.
Giuseppe Panella, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa, nel suo libro del 2015 dedicato all’estetica dello choc in Malaparte ha cercato di dimostrare come al centro della produzione malapartiana vi siano una serie di concetti estetici che non appartengono alla dimensione tradizionale del Bello ma che da essa si distanziano notevolmente. Partendo dalla categoria centrale del Sublime, si possono infatti rintracciare alcune nozioni come l’Orrore o lo Spaventoso o il Grottesco che da esso derivano attraverso la mediazione di autori e correnti letterarie.

Venerdì 14 LUGLIO, ore 21, Malaparte, tra Coppi e Bartali. Un mito letterario del Novecento sui pedali.
Walter Bernardi, professore ordinario di storia della scienza dell’Università di Siena, presidente della Fondazione Casa Pia dei Ceppi-Palazzo Datini, illustra come Malaparte amava il ciclismo e la sua natura competitiva e considerava la bicicletta un mezzo di locomozione privilegiato. I suoi reportages su Coppi e Bartali rappresentano ancora oggi un modello di ricerca antropologica sul campo. Walter Bernardi, autore di un testo popfilosofico proprio sulla bicicletta e la sua tensione umana e conoscitiva (La filosofia va in bicicletta, Ediciclo), è la persona più adatta a cogliere Malaparte sotto questa sua inedita angolatura descrittiva e umana.